Sulle orme di Ira Velinsky. (Parte 1 di 2)

Nei primi anni 80, quando ero bambino, il mio babbo comprava una noiosissima rivista che leggevano solo i “grandi”. Quella rivista era l’Espresso.
Tra quegli articoli che parlavano prevalentemente di politica, si trovavano delle pubblicità, e tra quelle pubblicità, ogni tanto, comparivano delle immagini di computer meravigliosi. Erano i CBM della Commodore.
Dal mio punto di vista i CBM (Commodore Business Machine) erano certamente superiori agli IBM. (International Business Machine).
Le linee degli IBM mi ricordavano la Fiat 127 bianca del mio babbo parcheggiata nel garage di casa, mentre le curve sinuose dei CBM mi ricordavano quelle meravigliose Porsche 911 straniere che qualche volta sfrecciavano per le stradine del Chianti.

IBM – Fiat 127

CBM – PORSCHE 911

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RetroMagazine Gennaio 2020

Siamo già al 20, ovvero come passa il tempo quando ci si diverte!

RetroMagazine Gennaio 2020

RetroMagazine Gennaio 2020

Eccoci qua. Siamo arrivati a pubblicare il numero 20 di RetroMagazine grazie soprattutto al sostegno e all’entusiasmo dimostrato dai lettori. Per tutta la redazione e per tutti coloro che nel tempo hanno contribuito con idee, articoli e con le loro esperienze dirette raccontate per iscritto, si tratta di una mèta tutt’altro che semplice da raggiungere. Nonostante la sua grande passione per retrocomputing e retrogaming, forse neppure il nostro principale “istigatore a delinquere” (vero, Francesco?) si sarebbe aspettato di arrivare a tagliare questo traguardo con un’inerzia tanto intensa e con un’energia che incessantemente proviene dall’ottima accoglienza che ad ogni uscita RM riscuote. Sì, perché la chiusura di ogni numero comporta moltissimo lavoro editoriale e grafico, senza dimenticare tutte le attività che mirano ad aumentare la visibilità e la circolazione della rivista fra i potenziali target. E senza un riscontro positivo da parte di tanti retro-fan, i nostri sforzi verrebbero meno. Ma per fortuna i numeri dei download (mentre scriviamo abbiamo abbondantemente superato i 50mila) e le statistiche di diffusione forniscono continuamente quel carburante che fa marciare il lavoro della redazione e dei collaboratori in un clima di allegria e di divertimento.

Il numero 20 esce nel 2020, a distanza di circa 40 anni – sembra ieri – dalle origini del fenomeno di informatizzazione di massa reso possibile dall’avvento e dalla commercializzazione di console e home computer. E reca con sé quei contenuti e quelle rubriche che sin dal primo numero, secondo le nostre intenzioni, dovevano rifarsi alla nutrita tradizione editoriale (non solo italiana) delle riviste per computer, che da ragazzi tutti noi appassionati correvamo ad acquistare in edicola. Contenuti e rubriche che, visto il momento di grande successo che il fenomeno del retrocomputing sta vivendo da qualche anno, cercano di stimolare i lettori – speriamo come un tempo – a informarsi, a (re)imparare linguaggi e tecniche di programmazione, a scoprire le novità e a “sporcarsi le mani” investendo tempo libero in progetti grandi e piccoli a 8 e 16 bit!

Rileggendo oggi le riviste di un tempo (che, ricordiamolo, allora rappresentavano forse l’unico vero veicolo d’informazione autorevole), ci si stupisce a volte per l’ingenuità di alcuni articoli o al contrario per l’elevato livello di profondità e di esaustività raggiunte su argomenti hardware o software. Noi di RM cerchiamo da sempre di strizzare l’occhio a quella tradizione proponendo una rivista “generalista” (sono pochi ormai i marchi o i modelli che nel corso del tempo non abbiamo trattato), perché anche il lettore tipo di RM lo è. Fra gli appassionati sono ormai la maggioranza coloro che posseggono, conoscono approfonditamente e utilizzano attivamente più macchine. Difficilmente anche il più agguerrito “monoteista” di oggi – e ce ne sono, per carità – sfoglierà un numero di RM senza trovare uno spunto di riflessione, un argomento valido o una recensione che non attragga la sua attenzione.

Certo, si può e si deve migliorare. Per esempio aumentando il livello d’interattività con chi ci legge (scriveteci!) o proponendo corsi a puntate e rubriche fisse, avviando la discussione su temi d’attualità o, ancora, lanciando nuove sfide ai lettori basate sui giochi o sulla programmazione. Insomma, non ci fermiamo al numero 20, sebbene sia già un buon traguardo, ma proseguiremo con la nostra iniziativa editoriale, almeno fintanto che il nostro obbiettivo principale sarà raggiunto: appagare la nostra passione, condividerla con un po’ di nostalgia con tutti coloro che vorranno partecipare e, in ultima analisi, divertirci!

David La Monaca/Cercamon

Scrivete a: redazione.retromagazine@gmail.com

RetroMagazine Dicembre 2019

RetroMagazine Dicembre 2019

RetroMagazine Dicembre 2019

L’ineluttabile evolversi degli eventi…

Anche quest’anno siamo giunti all’ultimo numero dell’anno, pubblicato alla fine di dicembre e giusto in tempo per annoverare anche nel 2019 almeno 8 numeri di RetroMagazine.

Devo ammettere che riuscire a pubblicare 8 numeri all’anno è decisamente un impegno, a cui noi della redazione di RM però non riusciamo a rinunciare, spinti dalla passione e dalla voglia di realizzare un prodotto sempre migliore.

Si chiude un anno e come prassi è consuetudine fare un bilancio di tutto quello che è accaduto durante questo arco temporale. Non ho intenzione di menzionare numeri o snocciolare eventi, sarebbe troppo riduttivo e poco edificante. Quello che mi preme invece evidenziare è l’ineluttabile evolversi degli eventi.

Durante quest’anno diversi redattori si sono alternati all’interno della redazione, alcuni si sono allontanati, altri hanno deciso di unirsi a noi, altri ancora invece hanno preferito dare il loro contributo come redattori occasionali. La redazione cambia, cresce, si assottiglia per poi crescere nuovamente… E’ l’ineluttabilie evolversi della vita che ci spinge a fare delle scelte, scelte che a volte sono necessarie per continuare ad evolversi.

E qual è l’ineluttabile evolversi della vita se non la morte? Purtroppo ogni anno che passa vediamo i protagonisti dell’epoca d’oro delle macchine a cui siamo legati passare a miglior vita. Ultimo, ma soltanto in ordine temporale è stato Chuck Peddle che ci ha lasciato il 15 dicembre. Non abbiamo avuto tempo di dedicargli un articolo completo, ma ci sembrava doveroso rendere omaggio, anche soltanto con una piccola menzione, a chi ha contribuito con il frutto del suo lavoro a rallegrare tante giornate della nostra giovinezza.

Concludo, come mia consuetudine, ringraziando tutti voi lettori per continuare a seguirci cosi’ numerosi e per stimolarci a fare sempre meglio.

Buona lettura amici!

Francesco Fiorentini